mercoledì, dicembre 28, 2005

martedì, dicembre 27, 2005

Matilde e il suo papà

...e sono già 3 giorni

lunedì, dicembre 26, 2005


Ed ora Matilde due giorni dopo la sua nascita

domenica, dicembre 25, 2005

Le prime foto...


Questa è Matilde dopo le sue prime 24 ore di vita...

sabato, dicembre 24, 2005

E' nata!

Alle 19 in punto della vigilia di Natale 2005, col peso di 3,6 Kg per una lunghezza di 50 cm e' nata

M A T I L D E

Sono troppo emozionato per poter aggiunfere altro!

venerdì, dicembre 23, 2005

La mamma non lo immaginava...


...ma quella notte sarebbe andata in ospedale con le doglie!



Papà invece lo immaginava... e voleva tentare il suicidio!

sabato, dicembre 10, 2005

domenica, novembre 27, 2005

mercoledì, novembre 16, 2005

E così la ranocchietta si muove...

...e si fa sentire!
Ormai non è solo la mamma a sentirla: se si poggia la mano sulla pancia, se ne distinguono chiaramente i movimenti.
Ormai è inequivocabile: c'è davvero qualcuno là dentro.
Qualcuno che ci sente, quindi qualcuno con cui parlare anche.
Qualcuno che ci sente e, se oltre a sentire, comprende, chissà che idea si è fatta del mondo esterno.
Magari, per lei, l'universo finisce nella sacca amniotica e le voci esterne le interpreta come manifestazioni divine: ci sno là fuori due divinità maggiori che, continuamente, si fanno sentire.
C'è un dio cattivo, la mamma, che dal giorno del concepimento non le ha fatto mai mancare anatemi e maledizioni per le sofferenze che passava, dalle nausee ai mal di schiena, fino alle rinunce alimentari.
C'è poi un dio buono, il papà, che invece si rivolge alla pancia in modo affettuoso, tempestandola di coccole.
Ci sono poi anche delle divinità minori, voci che la bambina sente meno frequentemente, ma che quando si fanno sentire, sono altrettanto insistenti: c'e' la dea "falla muovere" (la zia Cocca), la dea "mi senti sono la nonna, ciao" (la nonna Lia), il dio "so this is christmas" (Tano).
La teologia, e le conseguenti teofanie, potrebbero continuare, però forse è meglio fermarci qua.

giovedì, novembre 03, 2005

Ecografia di accrescimento...

...e, a quanto pare, si sta accrescendo bene!
Alla precedente ecografia non era stato possibile vedere se si trattava di un cucciolo o di una cucciola.
La mamma sentiva che era femmina (una mamma, d'altro canto, certe cose le sa), ma il papà non si fidava.
Così, quando la dottoressa ha chiesto se conoscevamo già il sesso, il papà ha prontamente risposto "No"
"Volete saperlo?" Ribattè la dottoressa.
"Si", controbattè ancora più prontamente di prima il papà.
"E' una bella ragazza!"
Così, alle 16:15 del 3 novembre 2005 si è sciolto il mistero sul nome da dare all'erede.
Si chiamerà...

sabato, ottobre 29, 2005

Habemus Passegginum!

Si chiama Aprica B-Bed.
Indicato per bambini dai primi mesi di vita fino al raggiungimento del peso di 18 Kg, ha lo schienale reclinabile fino a 170° per trasformarsi facilmente da passeggino in comoda carrozzina.
Semplice da utilizzare, si apre e si chiude con una mano sola per consentire al genitore di tenere in braccio il bambino.
Provvista di protegginuca, copripiedi, parapioggia e cinghia a tracolla.Il tettuccio panoramico consente al genitore di assicurare sempre al proprio bimbo gli sguardi attenti e premurosi molto importanti per farlo crescere sano e sereno.
Dotato di protezione per la testa al silicone per garantire la totale sicurezza della colonna vertebrale e della nuca.
L'innovativo sistema di ventilazione consente il passaggio impedendo l'eccessivo surriscaldamento della temperature del bebè.
Lo schienale si reclina fino a 170 ° e crea automaticamente una protezione per la testa del bambino.
La barra di sicurezza frontale è costruita in materiale anti-batterico ed è foderata in tessuto.
L'esclusiva "struttra a clessidra" mantiene il bambino in posizione corretta, consentendo il regolare sviluppo dell'anca.Il particolare molleggio della scocca e le morbide imbottiture tecnologiche (G-impact) preservano il neonato da pericolose scosse che possono provocare gravi danni (shaken baby syndrome) alla salute dei più piccoli.
Il poggiapiedi è allungabile secondo la crescita del piccolo.
La particolare struttura piatta impedisce lo sprofondamento del bambino, eliminando le costrizioni al ventre e riducendo così il pericolo di soffocamento.
Dimensioni:49,5 x 85,8 x 101 cm

domenica, ottobre 02, 2005

Settimo mese!

venerdì, settembre 23, 2005

La pancia cresce...

...e siamo già alla fine del sesto mese.

martedì, settembre 06, 2005

domenica, settembre 04, 2005

Sesto mese...

La pancia cresce...

domenica, agosto 14, 2005

lunedì, agosto 08, 2005

mercoledì, agosto 03, 2005

Ritrovato su una vecchia agenda...

Lella Costa
La mamma

E' che a noi donne semplicemente succede: diventar emadri, la maternità. Roba che se stai a pensarci su troppo, altro che il crollo delle nascite: il panico, proprio. Forse una buona regola sarebbe affronate il neonato direttamente, all'americana, presentarsi, dirgli: “salve, io sono tua madre. Mi pare corretto informarti che secondo una scuola di pensiero contemporanea molto diffusa e attendibile, il mio ruolo nella tua vita è destinato ad essere centrale e devastante. Puoi tranquillamente attribuire a me la colpa del novanta per cento di tutti i tuoi problemi, traumi, frustrazioni e catastrofi. Per il restante dieci per cento prenditela con Jacques Chirac”. E' che non ci arrivi mai preparata, ma mai. Passi tutti quei mesi a far sogni di acque sotterraneee di grotte, e hai addosso una paura nuova, indicibile; e in qualche modo sai che un po' - almeno un po'- di quella paura non ti lascerà mai più, perché questo è per sempre, e non è mica una roba da poco, l'eternità... E poi non sai che faccia fare, che faccia prepararti per incontrare la sua, di faccia. E lui, che faccia avrà... Lui, “piccola barca, piccolo rematore”, che se ne sta al sicuro dentro di te per tutto quel tempo e un certo giorno viene scaraventato contro la sua volontà in un mondo ostile... Ora, io ci ho sempre creduto che le cose stanno così; però, anche per facilitarci un minimo le cose all'inizio, perché non facciamo finta che non sia vero? Cioè, ci sta benissimo, il girino, tutti quei mesi nella pancia della mamma, però magari alla fine non ne può più... perché sta stretto, non ha niente da leggere, il cibo è sempre uguale... Insomma facciamo che lui è disposto ad affrontare fatica e traumi per uscire ad incontrare te, che anche tu affronti fatica e traumi, più la paura, che magarice l'ha anche lui ma almeno non lo sa. E poi c'è - e basta. E da questo suo esserci e basta dipende la tua vita - la sua, certo, per carità, la nutrizione, il seno materno, la fase pre-edipica, tutto vero - ma in realtà l'ostaggio sei tu - che sei sua madre, e lo sei per sempre. Sua madre-schiava d'amore, passione assoluta... E ti inventi nocchiero e nostromo e radarista perché poi si va avanti tutti quanti così, navigando a vista, virando all'ultimo momento; improvvisamente rotte, a volte semplicemente chiudendo gli occhi e trattenendo il fiato quando l'onda è veramente troppo alta, “oddio, meno male che è andata, be', era di poppa... ”Mamma-poppa, lo so, è una battuta infame, tra qualche anno chiamerai telefono azzurro, intanto ci sono qua io. Eccola lì, la trappola, forse il nostro vero peccato originale: ci sono qua io. Lasciarci credere che sarà così per sempre anche per lui. E invece va tutto talmente in fretta... Sei appena riuscita a scoprire il punto preciso in cui il tuo braccio si adatta perfettamente alla forma della sua testa che lui già la tira su, la testa, e si guarda in giro, e vuol far da solo... Sei appena riuscita a decifrare il suo linguaggio misterioso che peraltro è hittita (la mia bambina parla hittita, giuro: ma quale lallazione! gli altri bambini di quell'età lallazzeranno anche, povere anime, se la cosa li diverte, ma la mia bambina parla hittita, o io sono appena riuscita a decifrare il suo linguaggio), che lei già ne parla un altro,di linguaggio, altrettanto miusterioso e indecifrabile, fatto di scettri lunari! e di una quantità impressionante di okay, okay bambini, okay ragazzi, okay andiamo... E poi la vedi che si guarda intorno, cerca i suoi remi, la sua barchetta - oh, lei non li chiama così, ma tu lo saibenissimo che è lì che scalpita, che non vede l'ora di andare... E a te viene da dire: “ma come, di già? Non è un po'prestino? cos'è tutta sta furia, non ti (non lo devo dire non lodevo dire non lo devo dire) non ti basto più? (cazzo l'ho detto,ma come è possibile, io non la pensavo neanche una frase del genere) Credevo che stessimo bene insieme; (Alé, alla grande, adesso cos'altro hai intenzione di dirle, che hai rinunciato a un sacco di cose per lei? fallo e ti denuncio, guarda, non so neanche bene a chi, forse solo a Oliviero Beha ma giuro che ti denuncio) Credevo che volessi bene alla tua mamma...” (a questo punto finiscila con un colpo di pistola, perché prolungarle l'orrenda agonia, sei pazzesca, sembri tua madre) Sono mia madre! sono mia madre e mia nonna e la mia bisnonna, e perché non dovrei dirlo, che ho una paura tremenda... paura che sia presto, che non sia pronta per andare da sola, che non torni, che le succeda qualcosa di brutto... Sono mia madree la figlia di mia madre e la madre di mia figlia... E poi ce la sto mettendo tutta perché in qualche modo lo so anch'io che comunque non può finire qui; che anche se se ne va, dovrà restarle per forza qualcosa di questa nostra storia, che è una storia d'amore, fatta di anni, di giorni che sono fatti di cose banali: i compleanni, i pasti, i regali, le assemblee dei genitori... la tachipirina... “mamma! dove sono imiei jeans libri dischi soldi anfibi calzettoni orecchini zaino costume da bagno?” “mamma ma sei sclerata...” E poi le lacrime, e il naso chiuso, e “mamma ho male, ma male veramente, mamma dammi qualcosa, mamma fa troppo male, mamma me lo fai passare?” E tu non sei capace, ma fai finta benissimo. Fingi di essere tu quella che dà che cura - ma in realtà sai perfettamente che tu sei quella che prende, fai incetta di gesti parole tenerezze profumi, e c'è questa pienezza tale, questa tale scostumata indecente felicità che non può finire qui neanche per lei... E qualcosa di tutto questo resterà dentro di lei, una specie di scrigno segreto di cui neanche sa di avere la chiave, e invece ce l'ha, e la troverà all'improvviso, magari tra anni, in mezzo alla strada, o davanti a un armadio - “E' il profumo che viene da un vestito che mi fa divagare a questo modo?” - lei sentirà un profumo, quel profumo, quel profumo: “Ma è il profumo della mamma...” E a quel punto nessuno dovrà più spiegarle Proust e nemmeno Freud... E allora cercaglieli tu, i remi, e daglieli, e magari anche una barchetta, piccola, con le vele, un motore ecologico; ma daglieli tu, e guardala andar via. “Allora ciao, piccola barca, piccolo rematore... Buon viaggio, buon vento, e grazie”.

sabato, luglio 30, 2005

Quinto mese...

sabato, luglio 09, 2005

La pancina è piccola

e si intuisce appena! M in fondo siamo solo al quarto mese!

martedì, giugno 21, 2005

La prima foto dell'alieno

E così, per fugare un piccolo dubbio, il medico ha consigliato alla mamma una ecografia presso un centro specializzato.



Lo abbiamo visto, si muoveva, ne abbiamo intuito le forme...

domenica, maggio 01, 2005

La zia Cocca ha fatto una previsione

Il 25 aprile scorso la zia Cocca ha fatto la sua previsione sul sesso del nascituro... ovviamente è riuscita a mantenere il segreto solo fino al primo maggio!

Bisognerà darsi da fare...

La mamma ha notato che la vecchia culla di famiglia è ancora in buono stato.

venerdì, aprile 29, 2005

Non si può dire che io non l'abbia presa bene!


Dopo la prina reazione (-Amore, esco un minuto a comprare le sigarette! -Ma tu non fumi... -Mfregato!), sono riuscito a razionalizzare.
Il risultato lo vedete in foto.

mercoledì, aprile 20, 2005

E così un giorno di aprile...


....amore, non so come dirtelo!

martedì, aprile 19, 2005

Inutile dire che una mamma certe cose le sente...


...così, prima di creare allarmismi, fece i suoi bravi test!

mercoledì, aprile 06, 2005